Nella foresta amazzonica risuona un battito, un tam tam: sono le Curupiras, presenze invisibili e magiche dell’Amazzonia che, secondo un’antica leggenda dei nativi, comunicano tra loro battendo sulle radici dell’albero Samauma per avvertirsi se la foresta è in pericolo…
Oggi in Amazzonia gli alberi Samauma sono abbattuti dalle grandi multinazionali del legno e il rumore delle motoseghe e delle macchine scavatrici sovrasta l’ormai debole segnale delle Curupiras.
Giorno dopo giorno l’Amazzonia sta scomparendo: in pochi decenni ne abbiamo perso il 40%. In questo momento centinaia di incendi distruggono migliaia di ettari di alberi secolari. Per lasciare spazio a sconfinati campi per allevamento di bestiame e colture intensive, e alle devastanti infrastrutture che aprono la strada ai bracconieri e alle grandi multinazionali del legno, alle miniere d’oro e alle estrazioni di petrolio e gas.
L’Amazzonia si estende in Bolivia, Brasile, Colombia, Ecuador, Guyana, Guaina Francese, Perù, Suriname, Venezuela. E’ più grande dell’Europa e costituisce il 30% della superficie delle foreste tropicali del pianeta.
L’Amazzonia è il termometro naturale della Terra: è importante non solo per migliaia di specie animali e vegetali e per le comunità locali, ma anche per ognuno di noi.
Proprio per questo,dobbiamo difendere le ultime regioni dell’Amazzonia rimaste ancora intatte, tutelare le specie animali e vegetali che vivono nei 650 milioni di ettari di foresta e aiutare le comunità locali a vincere la miseria.
Per saperne di più vai al sito del WWF Italia .

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